Sono nata in Friuli Venezia Giulia alla fine degli anni '70. Qui ho vissuto i primi 18 anni della mia vita.

Una tappa importante è stata la laurea in Psicologia all'Università degli Studi di Padova nel 2002 con una tesi sugli aspetti sociopsicologici del consumo ambientalmente responsabile.

Dopo il tirocinio post lauream svolto all'Istituto di Terapia Familiare di Treviso e all'Università di Cádiz, in Andalusia, ho iniziato il training quadriennale presso l´Istituto di Terapia Familiare di Firenze, dove nel 2008 ho conseguito la specializzazione in Psicoterapia familiare e relazionale.

In questo periodo ho svolto il tirocinio di specializzazione al SerT di Venezia. Sono stati anni molto intensi e stimolanti sia professionalmente che umanamente, in cui ho compreso l'importanza dell'ottica sistemica nel lavoro clinico e psicologico più in generale, un approccio che focalizza sul significato relazionale del sintomo, non più inteso come disturbo mentale appartenente alla singola persona, ma come segnale di uno stato di disagio di un sistema, quello familiare, a sua volta inevitabilmente connesso con quello socioculturale in cui è inserito.

Il mio itinerario di costruzione di una carriera professionale in ambito clinico ha seguito da allora una direzione, per così dire, avventurosa. Costretta alla famigerata flessibilità da un'Italia già in profonda crisi, ho collaborato a progetti diversi in ambito sociale e psicologico, prima in Veneto e poi in Alto Adige.             In particolare tra il 2008 e il 2011 sono entrata nel team operativo di un progetto di sviluppo di comunità per la città di Bolzano. Sia in provincia di Padova che a Bolzano, ho lavorato parallelamente come libera professionista in studi di consulenza psicologica.

Già durante il periodo di specializzazione fiorentino ho cominciato ad addentrarmi nello spazio “metafisico” in cui si incontrano, scontrano e dialogano psicologia, narrazione, arti visive e performative. Da ciò si sono generate intriganti avventure di studio e ricerca, che mi hanno spinto a instaurare nuove e proficue collaborazioni in ambito artistico. Tappa importante di questo capitolo, la partecipazione tra il 2011 e il 2012, prima in Italia e poi a Berlino, a workshop e messe in scena del Teatro dell'Oppresso.

Nel 2012, anno di una ulteriore svolta, la mia peregrinazione professionale mi ha condotto a Berlino, città poliedrica e difficilmente categorizzabile, che da qualche anno è diventata approdo dell'ondata migratoria post-moderna, di quell'esodo ormai non solo di cervelli ma soprattutto di anime che in Italia si sentono senza futuro.

A Berlino, dove vivo e lavoro attualmente, ho fatto parte (2012- 2015) dell'equipe del Consultorio Familiare Interculturale dell'associazione Arbeitskreis Neue Erziehung e.V., dove la mia professionalità è stata messa al servizio di mediazioni, consulenze di coppia, familiari e psicopedagogiche in diverse lingue a me conosciute: italiano, spagnolo, inglese e tedesco. All'interno di questo contesto professionale, così ricco di stimoli e potenziali interconnessioni tra mondi e dimensioni antropologiche solo apparentemente molto distanti, la mia attenzione si è focalizzata sulle dinamiche di costruzione e negoziazione dell'identità all'interno di famiglie migranti e multilingui. Una prospettiva di studi attualissima, che esige attenzione, cura, studio e strategie spesso rivoluzionarie per evitare di rimanere schiacciati sotto il peso ingombrante degli stereotipi.

Prerogativa di questa collaborazione professionale e della pratica della libera professione come psicoterapeuta (Psychologische Psychotherapeutin), sono stati il riconoscimento ufficiale dei miei titoli di studio in Germania e nel Land di Berlino (Anerkennung – riconoscimento del diploma di laurea; Approbation – abilitazione come psicoterapeuta). Da aprile 2014 sono membro (Mitglied) della Psychotherapeutenkammer di Berlino, istituzione a cui fanno riferimento tutti gli psicoterapeuti con abilitazione all'esercizio della professione nel Land.